Parent with child, offering calm presence, child showing resistant body language but parent maintaining open, accepting posture, expressing "I can honor your autonomy while staying connected"

Lo aiuto o lo lascio fare? Come sciogliere il dubbio

January 08, 20268 min read

Ti ritrovi sempre in quel dubbio paralizzante: lo aiuto o lo lascio fare? Oggi ti mostro come uscire da quell'ansia costante e trovare un equilibrio che alleggerisce il tuo carico. Anche quando tu e il tuo partner non siete d'accordo.

Se annuisci mentre leggi, sappi che non sei sola. È una delle cose che sento più spesso dalle mamme che seguo.

Il dubbio che ti accompagna ogni giorno

Mattina. Tuo figlio deve prepararsi per la scuola.

Lo guardi mentre cerca di infilarsi la maglia. La mette al contrario. Ci prova di nuovo. Sbaglia di nuovo. Il tempo passa. Dentro di te monta l'ansia. "Faremo tardi. Non ce la fa. Lo aiuto o lo lascio provare?"

Alla fine intervieni: "Dai, faccio io." In 30 secondi è vestito. Siete puntuali, ma lui non ha imparato nulla.

Oppure fai il contrario: lo lasci fare completamente da solo. Lui si blocca, si frustra, piange. Fate tardi, arriva a scuola arrabbiato. Anche questa volta, qualcosa non ha funzionato.

E poi c'è tuo marito che dice: "Lo coccoli troppo, deve imparare a cavarsela da solo." Mentre tu pensi: "È ancora piccolo, ha bisogno di aiuto."

Chi ha ragione? Nessuno dei due. E tutti e due. Ma soprattutto, questa lotta continua ti sta esaurendo: quel dubbio costante, quella sensazione di sbagliare sempre, quell'ansia che ti blocca ogni volta che devi decidere se intervenire o no.

L'errore che ti esaurisce

Il problema non è che non ci provi. È che ti muovi tra due estremi senza una via di mezzo.

A volte controlli tutto: vestirlo anche quando potrebbe provarci, imboccarlo anche quando mangerebbe da solo, fare i compiti al posto suo. Perché se controlli tutto, niente può andare storto. O almeno così sembra.

Altre volte fai il contrario: "Arrangiati, devi imparare." "Prova da solo, io non ti aiuto." Perché hai paura di crescere un figlio dipendente.

E così oscilli tra questi due poli, sempre in ansia, sempre con la sensazione di sbagliare. E quando il tuo partner la pensa diversamente, l'ansia raddoppia.

La tecnica che scioglie il dubbio

Cosa ti alleggerisce davvero: smettere di pensare in termini di "tutto o niente" e iniziare a usare lo scaffolding.

Lo scaffolding (letteralmente "impalcatura") è un concetto che viene dalla psicologia: quando costruisci un edificio, usi le impalcature per sostenerlo mentre prende forma. Man mano che l'edificio si rafforza, togli le impalcature. Pezzo per pezzo.

Con i bambini funziona allo stesso modo. All'inizio sei molto presente, poi, gradualmente, riduci il tuo intervento. Non perché devi "farlo diventare autonomo", ma perché lui ti mostra che è pronto per il passo successivo.

Cosa ti alleggerisce: non devi più decidere ogni volta se aiutare o no. Non ti porti più il peso del dubbio costante "sto facendo troppo o troppo poco?". Non sprechi più energie oscillando tra controllo totale e abbandono. Hai una mappa chiara che ti dice quanto sostegno dare in ogni momento, e la riduci gradualmente man mano che lui cresce.

La differenza tra controllo e sostegno

Prima di vedere come funziona, dobbiamo distinguere due concetti che spesso confondiamo:

CONTROLLO: Fare al posto suo perché non ti fidi che ce la faccia. Il messaggio che passa è: "Non sei capace. Ci penso io." E tu ti ritrovi a fare sempre di più, sempre più stanca.

SOSTEGNO: Dare l'aiuto necessario perché possa riuscirci da solo. Il messaggio è: "Ce la puoi fare. Io ti aiuto finché non sei pronto." E tu vedi che piano piano può fare da solo.

La differenza è enorme. Cambia il modo in cui tuo figlio vede se stesso. Ma soprattutto, cambia quanto ti pesa essere genitore.

Come funziona nella pratica

Imparare ad allacciarsi le scarpe

Con il controllo: "Dai, faccio io che è più veloce." Lo fai tu ogni volta. Lui non impara mai.

Con l'abbandono: "Hai 5 anni, dovresti saperlo fare. Prova da solo." Lo lasci lottare senza aiuto. Lui si frustra e si blocca.

Con lo scaffolding:

Fase 1 - Sostegno massimo: "Guarda come faccio io. Vedi? Prendo questo laccio..." Mostri lentamente mentre lui guarda.

Fase 2 - Sostegno parziale: "Ora proviamo insieme. Tu tieni questo laccio, io quello. Bene! Ora facciamo il nodo..." Fate insieme, tu guidi.

Fase 3 - Riduzione: "Perfetto, tu fai il nodo. Io ti aiuto solo con il fiocco." Lui fa la parte che sa, tu completi.

Fase 4 - Supervisione: "Vai tu, io ti guardo. Se ti serve aiuto, chiamami." Lui fa, tu osservi pronta a intervenire.

Fase 5 - Autonomia: "Bravo, ormai lo sai fare da solo!" Lui fa senza bisogno di te.

Vedi la progressione? Non "tutto o niente", ma graduale ritiro del sostegno. E tu non devi più indovinare: osservi dove è lui, e dai il sostegno per quella fase.

I compiti

Con il controllo: Stai seduta accanto, correggi ogni errore immediatamente, gli detti le risposte. Lui dipende completamente da te.

Con l'abbandono: "I compiti sono una tua responsabilità. Chiamami quando hai finito." Lui si blocca e non sa da dove iniziare.

Con lo scaffolding:

Settimana 1-2: Seduta accanto, leggi insieme la consegna, aiuti a pianificare, rimani lì.

Settimana 3-4: Leggi insieme la consegna, lo lasci lavorare, torni ogni 10 minuti a controllare.

Settimana 5-8: Lui inizia da solo, tu sei in cucina disponibile se ti chiama.

Mese 3: Lui fa tutto, ti mostra il quaderno quando ha finito.

Non "tutto o niente", ma graduale ritiro. Tu recuperi tempo ed energie progressivamente, lui impara davvero.

Se ti capita spesso di dover ripetere le stesse cose perché tuo figlio non collabora, l'approccio dello scaffolding può aiutarti anche in quelle situazioni. Ne ho parlato approfonditamente nell'articolo su come farti ascoltare senza dover ripetere continuamente.

Quando tu e il tuo partner non siete d'accordo

Ecco dove lo scaffolding diventa ancora più potente: dà una struttura oggettiva al dibattito.

Quando tu e il tuo partner litigate su "lo aiuti troppo" vs "lo lasci troppo solo", spesso state parlando lingue diverse senza una mappa comune. Lo scaffolding è quella mappa. Ti toglie il peso di difenderti dalle critiche perché avete entrambi una struttura oggettiva a cui riferirvi.

Invece di discutere su "giusto o sbagliato", potete chiedervi insieme: "In quale fase è nostro figlio per questa competenza specifica?"

Non è questione di opinioni, ma di osservazione:

  • Sa già allacciarsi le scarpe da solo? → Fase 5, autonomia

  • Fa ancora fatica col fiocco? → Fase 3-4, riduci il sostegno gradualmente

  • Non ha mai provato? → Fase 1-2, sostegno massimo

Questo toglie il giudizio personale ("tu lo coccoli troppo" / "tu sei troppo duro") e lo trasforma in: "Ok, è in fase 3. Che supporto serve in fase 3?"

Questo approccio funziona anche quando sei in ansia

Forse ti stai chiedendo: "Ma quando sono in ansia come faccio a ricordarmi le fasi? Mi viene automatico fare io o lasciarlo completamente solo."

La buona notizia è che lo scaffolding è progettato per funzionare anche quando sei agitata. Non ti chiede di essere zen. Ti chiede solo di osservare invece di reagire d'impulso.

Ma per riuscire a osservare quando sei attivata emotivamente, devi prima imparare a ricentrarti in pochi secondi. Non è una cosa che viene naturale, ed è esattamente una delle prime cose su cui lavoriamo insieme nel mio percorso.

(Nel mio percorso costruiamo insieme il TUO metodo personale di ricentramento - quello che funziona per te, per la tua storia, per le tue attivazioni specifiche - e lo alleniamo finché non diventa automatico anche nei momenti più difficili. Quello è il fondamento che fa funzionare tutto il resto.)

Forse la tua situazione è diversa?

Ogni bambino ha tempi diversi. Ogni famiglia ha dinamiche diverse. E quello che funziona per una mamma potrebbe non funzionare esattamente allo stesso modo per te.

Per questo ho creato il test gratuito personalizzato "Scopri cosa ti impedisce davvero di restare calma con i tuoi figli" che ti aiuta a identificare esattamente quali sono i tuoi ostacoli specifici. Non è un test automatico: analizzo personalmente ogni risposta e ti restituisco i risultati in una call individuale, dove ti spiego cosa ti blocca e qual è il punto di partenza per te. Fai il test gratuito.

Cosa cambia davvero quando usi lo scaffolding

Quando applichi questo approccio e smetti di oscillare tra controllo e abbandono:

·TU ti liberi dell'ansia del controllo e del dubbio costante. Non devi più indovinare ogni volta se stai facendo troppo o troppo poco. Non ti senti più inadeguata quando il tuo partner ti critica. Non sprechi più energie oscillando tra gli estremi. Hai una mappa chiara, riduci gradualmente il tuo carico, e vedi i progressi concreti. Ti senti competente invece che confusa.

·E come conseguenza naturale, tuo figlio impara davvero. Non dipende da te per sempre, ma non si sente nemmeno abbandonato. Costruisce fiducia in se stesso perché sperimenta che "ce la posso fare". E quando i bambini si sentono sostenuti nel modo giusto, sviluppano autonomia vera senza resistenza.

Da dove parti oggi

Scegli una competenza che tuo figlio sta imparando (vestirsi, lavarsi i denti, riordinare, compiti).

Chiediti onestamente:

  1. In quale fase siamo? (1: mostro io / 2: facciamo insieme / 3: lui con mio aiuto / 4: lui, io osservo / 5: autonomo)

  2. Sto dando troppo sostegno o troppo poco per questa fase?

  3. Qual è il prossimo piccolo passo per ridurre il mio intervento?

Poi, se hai un partner, condividete insieme: "Ho notato che per [competenza X] è in fase [numero]. Secondo te cosa osservi tu? Come possiamo sostenerlo meglio insieme?"

Non sarà perfetto. Alcune volte interverrai troppo, altre troppo poco. Va bene. L'importante non è la perfezione, è avere una direzione: sostegno che diminuisce gradualmente man mano che lui cresce. 💙

E se vuoi costruire un approccio personalizzato per la TUA famiglia - quello che funziona per te, per tuo figlio, per le vostre dinamiche specifiche - scopri come possiamo lavorare insieme oppure prenota una consulenza gratuita.

P.S. Vuoi iniziare con qualcosa di più leggero? Scarica l'ebook gratuito "Il Tuo Piano di Emergenza Anti-Urla" e inizia da lì.

Ti aiuto a smettere di urlare e a sentirti finalmente un buon genitore, anche quando sei stanco.

Elena Trovatelli

Ti aiuto a smettere di urlare e a sentirti finalmente un buon genitore, anche quando sei stanco.

Instagram logo icon
Back to Blog