
Devi ripetere sempre le stesse cose: perché e cosa fare
Ti è mai capitato di sentirti completamente invisibile per tuo figlio? Chiami una volta, due volte, tre volte, e lui continua come se non esistessi, finché non esplodi e poi ti senti in colpa.
Pensi: "Perché devo sempre urlare per essere ascoltata? Cosa sto sbagliando?"
Ecco la buona notizia: non stai sbagliando niente. Il problema non sei tu, è il modo in cui il cervello di tuo figlio funziona in quel momento.
La scena che ti farà sentire meno sola
Riconosci questa situazione?
Sei in cucina, lui in camera che gioca. "Marco, vieni qui!" Silenzio. Continua a giocare come se niente fosse. Ripeti più forte: "MARCO!" Niente. Alla terza volta urli: "MARCO, VIENI QUI SUBITO!" Solo allora si muove, trascinando i piedi con aria scocciata.
E tu ti senti una pessima madre. Di nuovo. Pensi: "Perché devo sempre urlare? Perché non mi ascolta mai la prima volta?"
Quella sensazione di essere ignorata, di dover sempre ripetere, di finire per urlare anche quando ti eri promessa che oggi saresti rimasta calma, ti pesa. Non è solo la fatica di ripetere. È la frustrazione di sentirti invisibile per tuo figlio, e il senso di colpa che viene dopo ogni volta che alzi la voce.
L'errore che ti fa ripetere all'infinito
Il problema non è che non ci provi. È che stai usando un approccio che ti prosciuga le energie senza funzionare.
Probabilmente fai come la maggior parte dei genitori: chiami da lontano, ripeti 3-4 volte sperando che prima o poi ti ascolti, e quando non funziona urli perché non sai cos'altro fare.
Ma ecco cosa succede davvero: ripetendo più volte prima di aspettarti davvero una risposta, senza saperlo stai insegnando a tuo figlio che le prime volte può ignorarti. Lui impara: "Mamma dice qualcosa, ma posso continuare a giocare finché non urla."
E così ti ritrovi intrappolata in questo circolo: lui non ascolta, tu ripeti, ti frustri, urli, ti senti terribile.
La tecnica che ti fa ascoltare subito
Cosa ti alleggerisce davvero: imparare a creare connessione prima di fare la richiesta, in soli 30 secondi.
Non si tratta di essere più ferma o di urlare meglio. Si tratta di avvicinarti fisicamente, entrare nel suo campo visivo, e dare al suo cervello il tempo di "disconnettersi" da quello che sta facendo prima di chiedergli qualcosa.
L'approccio funziona così: invece di chiamare da lontano e ripetere finché urli, vai da lui, ti posizioni alla sua altezza, riconosci cosa sta facendo, e poi fai la richiesta con calma.
Cosa ti alleggerisce: non devi più ripetere all'infinito sperando che ti senta. Non devi più sentirti ignorata e invisibile. Non devi più urlare per ottenere attenzione. Non sprechi più energie in battaglie per farti ascoltare. Vai da lui una volta, parli con calma, e lui collabora.
Perché funziona: il cervello assorbito
Quando un bambino è concentrato su un'attività, il suo cervello ha bisogno di tempo per "disconnettersi" mentalmente da quello che sta facendo prima di essere disponibile per altro.
È come quando sei al telefono con un'amica e il tuo partner ti fa una domanda: non lo senti nemmeno, vero? Non è che lo ignori apposta, è che il tuo cervello è altrove.
Quando tuo figlio ti ignora, non lo sta facendo apposta per farti arrabbiare. Non è maleducazione, non è sfida. È semplicemente come funziona il suo cervello quando è assorbito in qualcosa.
Come spiega Patty Wipfler, fondatrice di Hand in Hand Parenting: "Un bambino che si sente visto e compreso è naturalmente incline alla collaborazione. La resistenza nasce sempre da un bisogno di connessione non soddisfatto."
In pratica: prima di fare una richiesta, crea connessione. È la stessa cosa che faresti con un adulto: non gli urli da lontano mentre è concentrato su altro. Ti avvicini, aspetti che ti guardi, poi parli.
Come funziona nella pratica
La mattina - vestirsi per la scuola
Siete in ritardo. Lui è in camera che gioca con le macchinine. Tu dalla porta: "Vestiti!" Lui continua a giocare. "Ti ho detto di vestirti!" Niente. "ADESSO TI VESTI O ARRIVIAMO TARDI!" Urla, pianti, giornata rovinata già alle 7 del mattino.
Con i 30 secondi di connessione: Vai in camera sua. Ti accovacci accanto a lui. "Vedo che stai facendo una gara bellissima." Lui ti guarda. "Tra un minuto abbiamo bisogno di prepararci per la scuola. Facciamo l'ultimo giro e poi ci vestiamo insieme, ok?"
Lui finisce il giro, si alza. Ti segue. Niente urla. Niente battaglia. Hai investito 30 secondi per risparmiare 15 minuti di litigi.
La sera - spegnere la TV
Ora di cena. Lui davanti alla TV. Tu dalla cucina: "Spegni la TV!" Niente. "È pronto, vieni!" Continua a guardare. "HO DETTO SPEGNI LA TV ADESSO!" Proteste, tensione, cena iniziata male.
Con i 30 secondi di connessione: Vai da lui. Ti siedi accanto. "Che bello questo cartone! Tra 5 minuti è pronto da mangiare. Quando finisce questo episodio spegniamo e veniamo a tavola insieme, va bene?"
Lui sa che hai visto cosa stava guardando. Sa che hai rispettato il suo momento. Quando l'episodio finisce, spegne e viene. Senza battaglie.
Questo approccio funziona anche quando hai fretta
Lo so. Stai pensando: "Bello in teoria, ma quando sono in ritardo non ho tempo di andare da lui ogni volta."
La buona notizia è che questo approccio è progettato proprio per quando hai fretta. Perché quei 30 secondi di connessione ti risparmiano i 15 minuti di battaglia che avresti altrimenti. È un investimento che ti torna indietro moltiplicato.
Ma per riuscire a fare questi 30 secondi con calma quando sei di fretta e stressata, devi prima imparare a ricentrarti velocemente. Non è una cosa che viene naturale, ed è esattamente una delle prime cose su cui lavoriamo insieme nel mio percorso.
(Nel mio percorso costruiamo insieme il TUO metodo personale di ricentramento - quello che funziona per te, per la tua storia, per le tue attivazioni specifiche - e lo alleniamo finché non diventa automatico anche nei momenti più difficili. Quello è il fondamento che fa funzionare tutto il resto.)
Forse nella tua situazione è diverso?
Ogni famiglia è diversa. Ogni bambino ha modalità diverse. E quello che funziona per una mamma potrebbe non funzionare esattamente allo stesso modo per te.
Per questo ho creato il test gratuito personalizzato "Scopri cosa ti impedisce davvero di restare calma con i tuoi figli" che ti aiuta a identificare esattamente quali sono i tuoi ostacoli specifici. Non è un test automatico: analizzo personalmente ogni risposta e ti restituisco i risultati in una call individuale, dove ti spiego cosa ti blocca e qual è il punto di partenza per te. Fai il test gratuito.
Cosa cambia davvero quando crei connessione prima
Quando applichi questo approccio e impari a creare connessione prima di fare richieste:
TU ti senti ascoltata e rispettata. Non devi più ripetere all'infinito. Non devi più sentirti ignorata e invisibile. Non vai a dormire con il peso di "ho urlato di nuovo". Non sprechi energie in battaglie per farti ascoltare. Hai un modo chiaro che funziona, e questo ti fa sentire più capace e meno frustrata.
E come conseguenza naturale, tuo figlio collabora naturalmente. Perché quando si sente visto e rispettato, il suo cervello si rilassa e può ascoltare. Non ha più bisogno di opporre resistenza perché non si sente sotto pressione. E quando i bambini si sentono compresi, collaborano senza bisogno di urla.
Da dove parti oggi
Scegli UNA situazione in cui di solito devi ripetere all'infinito (vestirsi, venire a tavola, spegnere la TV, mettere a posto) e prova questo approccio: vai da lui, crea connessione, poi fai la richiesta.
Non cercare di cambiare tutto insieme. Inizia da una sola situazione e osserva cosa succede. Vedrai la differenza già dal primo tentativo. 💙
E se vuoi costruire un approccio personalizzato per la TUA famiglia - quello che funziona per te, per tuo figlio, per le vostre dinamiche specifiche - scopri come possiamo lavorare insieme oppure prenota una consulenza gratuita.
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