
Giornata difficile che non passa? Quando aspettare è la soluzione
Ieri sera ero sul divano dopo una giornata pesante.
Avevo mille cose da fare: rispondere a email, sistemare la casa, preparare alcune cose per il giorno dopo. Cose normali, niente di impossibile.
Ma non avevo voglia di fare niente. Zero energie. Solo voglia di stare lì, ferma… non a riposare, ma a vegetare, perché detta tra noi, mi sentivo un po’ giù da un paio di giorni.
E poi è arrivato quel pensiero: "Non va bene. Non posso permettermi di essere così svuotata. Devo reagire, muovermi, scrollarmela di dosso."
Qualche anno fa, quella sensazione mi avrebbe messo in ansia. "E se domani mi sveglio ancora peggio? E se questa stanchezza non passa?"
E quel tentativo disperato di "reagire" mi avrebbe prosciugata ancora di più.
Oggi invece so una cosa: quando è un'oscillazione normale, il mio umore, il mio “mare interiore” tornerà calmo. Lo fa sempre. È fisiologico.
Non devo calmarlo io. Devo solo aspettare che si calmi da solo, senza affondare nel frattempo.
E questa distinzione - tra lottare contro l'oscillazione vs aspettarla con pazienza e fiducia - cambia completamente quanto ti consumi emotivamente nelle giornate difficili.
La paura nascosta: "E se domani è peggio?"
"Se oggi mi sento così, significa che domani sarà peggio. E se domani è peggio, dopodomani sarà insostenibile. Devo reagire SUBITO."
Ti svegli in una giornata dove l'umore è cupo, dove ogni cosa richiede il doppio delle energie.
E invece di lasciare che quella giornata sia semplicemente difficile, cominci a lottarci contro.
"Non posso permettermi di essere così. I miei figli hanno bisogno di una mamma presente. Devo scrollarmela."
Ti forzi a essere energica. Ti obblighi a giocare anche se non ne hai voglia. Ti sforzi di sorridere quando vorresti solo silenzio.
E più lotti contro l'umore cupo, più ti prosciughi.
Perché stai usando energie che non hai per combattere qualcosa che - se è oscillazione normale - passerà da solo.
(Se non hai ancora letto come distinguere un'oscillazione normale da una spirale di pensiero, parti da lì: è il primo passo fondamentale.)
L'errore che ti consuma: lottare contro il mare
Immagina di essere in una barca su un mare agitato. Hai due opzioni:
Opzione 1:Cercare di calmare il mare. Remare disperatamente. Urlare al mare di calmarsi. Arrabbiarti perché è agitato.
Risultato: ti esaurisci completamente, e il mare continua a essere agitato.
Opzione 2:Aspettare che il mare si calmi da solo. Tenere la barca a galla. Sapere che - se è oscillazione - il mare torna sempre calmo.
Risultato: arrivi a mare calmo con energie ancora disponibili.
Se è una fluttuazione normale, questo saliscendi si calmerà da solo. Non devi calmarlo tu.
Ma questo non è quello che ci hanno insegnato.
Il messaggio tossico: "Devi reagire subito"
"Non stare lì a rimuginare. Reagisci. Fai qualcosa. Muoviti. Esci. Distraiti."
Quando hai una giornata difficile, ti senti in colpa per il semplice fatto di averla.
"Non dovrei sentirmi così. Devo fare qualcosa per cambiarla."
Ti forzi a fare attività che "dovrebbero" tirarti su. Ti obblighi a sorridere. Ti sforzi di essere la mamma che "dovresti" essere anche quando non ne hai le energie.
E ogni sforzo ti svuota un po' di più.
Il tuo umore oscilla come il mare. È normale.
Alcuni giorni il mare è liscio. Altri è agitato. E poi torna liscio.
Non perché tu hai "reagito". Ma perché è la natura del mare tornare calmo.
Come riconoscere se stai lottando
Mattina difficile.
Ti svegli pesante. E pensi: "Devo scrollarmela. I bambini hanno bisogno di me presente." Ti forzi a fare il gioco promesso. Ti obblighi a sorridere. Arrivi a sera esausta perché hai speso energie che non avevi.
Weekend che doveva essere bello.
Sabato mattina, umore cupo. Pensi: "Non posso rovinare il weekend. Devo reagire." Ti trascini al parco. Organizzi attività. Fingi entusiasmo. Lunedì sei più esausta di venerdì.
Sera senza energie.
Tuo figlio chiede la favola. Non ne hai voglia. Pensi: "Che madre sono?" Ti siedi, leggi con voce stanca, ti senti in colpa.
Ogni volta che hai un'oscillazione, invece di lasciarla passare, ci combatti contro.
E quello sforzo ti prosciuga molto più dell'oscillazione stessa.
La verità che ti alleggerisce
Quando è un'oscillazione normale, il mare torna sempre calmo. È fisiologico.
Oggi l'umore è cupo? Domani potrebbe essere uguale. O dopodomani.
Ma poi tornerà sereno.
Pensa alle volte che ti è già successo qualcosa di simile in passato. Quelle giornate difficili che poi sono passate da sole.
Il mare è tornato calmo. Ogni volta. E tornerà calmo anche stavolta.
Ma se sono settimane che è così?
"Elena, io non ho solo giornate difficili. Sono esausta da settimane. Il mare NON torna calmo."
Hai ragione, in alcuni casi le cose sono diverse. Facciamo chiarezza:
Oscillazione normale (il mare torna calmo da solo): Ogni tanto l’umore va e viene. Oggi giù, domani meglio, dopodomani giù, poi sereno per giorni. Hai ancora momenti leggeri, anche se a volte sono brevi.
Sovraccarico cronico (il mare NON torna calmo da solo): Stabilmente esausta da settimane o mesi. Zero momenti leggeri. Sempre al limite. Anche le situazioni della quotidianità sono una fatica costante.
La differenza:
Se sei in una situazione di oscillazione normale, aspettare senza lottarci contro funziona. Il tuo umore torna calmo da solo.
Se sei cronicamente sovraccarica, invece, aspettare passivamente non basta. Il tuo umore, le tue energie emotive, NON si ristabilizzeranno finché non ricostruisci le riserve.
Questo articolo è per i normali movimenti dell’umore e delle energie emotive. Se sei oltre, il supporto è necessità, non optional.
Cosa cambia quando smetti di lottare
Se la tua situazione è un’altalenanza normale dell’umore, quando smetti di cercare di calmare il mare e inizi ad aspettare:
Non sprechi più energie lottando contro qualcosa che passerà comunque. Quel giorno difficile è difficile. Va bene. Non devi forzarti.
Non ti senti più in colpa per il semplice fatto di avere una giornata difficile. Non sei una madre cattiva. Hai semplicemente il mare agitato.
Arrivi a mare calmo con energie ancora disponibili. Quando il mare torna liscio, sei ancora in piedi. Ancora capace.
Smetti di trattarti come se dovessi essere sempre perfetta. E cominci a trattarti come tratteresti un'amica che sta attraversando una giornata difficile.
Come aspettare senza affondare
Aspettare non significa soffrire passivamente. Significa concentrarti su quello che puoi: tenere la testa a galla.
Oggi il mare è agitato?
Abbassa le aspettative. Non devi essere perfetta. Solo sufficientemente presente.
Dì ai bambini la verità. "Oggi la mamma è un po' stanca. Giochiamo a qualcosa tranquillo?"
Salta il non essenziale. Casa, attività extra possono aspettare. Oggi fai solo lo stretto necessario.
Permettiti di essere umana. Hai il diritto di avere giornate difficili. Sei una persona con un umore che oscilla, come tutti.
E domani, o dopodomani, il mare tornerà calmo.
Nel mio percorso lavoriamo su questo: costruire la TUA capacità di aspettare le oscillazioni senza affondare. Impari a riconoscere quando il mare è agitato (e i tuoi segnali specifici prima di esplodere), a non lottarci contro, a tenere a galla con le energie che hai.
Il doppio risultato
Quando smetti di lottare e inizi ad aspettare con pazienza:
Tu: Non sprechi energie. Non ti senti in colpa per ogni giornata difficile. Quando l’umore torna sereno sei ancora in piedi. Sai che è temporaneo.
I tuoi figli: Vedono che le emozioni difficili sono temporanee, non catastrofi. Imparano che non devi sempre fingere. Crescono sapendo che le giornate “no” passano.
Non insegni loro a soffrire in silenzio. Insegni che le emozioni difficili passano, sempre.
Da dove parti oggi
La prossima volta che il tuo umore è inquieto, ripetiti: "Se è oscillazione, il mare tornerà calmo. Non devo calmarlo io."
Poi chiediti: "Cosa posso saltare oggi?"
Abbassa aspettative. Salta il non essenziale. Permettiti di essere umana.
E aspetta. Senza lottare. Senza sensi di colpa.
Domani, o dopodomani, le onde si placheranno e tu sarai rimasta ancora in piedi.
Se sei stanca di lottare contro ogni fluttuazione, costruiamo insieme la TUA capacità di aspettare senza affondare. Prenota una consulenza gratuita e scopri come posso aiutarti ad imparare gli strumenti più adatti a TE per stare a galla quando le energie sono poche.

