
Tuo figlio fa male al fratello e tu esplodi: cosa fare
Ti è mai successo di perdere completamente la calma proprio in quei momenti? Quando vedi tuo figlio che spinge con rabbia il fratellino, che gli strappa un giocattolo dalle mani o che lo fa piangere, e tu esplodi.
"Non riesco a controllarmi solo in quei momenti: quando mio figlio fa del male a sua sorella. Lì esplodo."
Questo è quello che mi dicono spesso le mamme che seguo, e non è difficile capire perché.
È l'unico momento in cui perdi davvero il controllo
Magari riesci a restare calma quando non ti ascolta. Magari gestisci i capricci senza urlare. Ma quando vedi uno dei tuoi figli che fa male all'altro, è come se qualcosa dentro di te si rompesse.
Stai cercando di essere una mamma paziente, fai del tuo meglio ogni giorno, e poi lo vedi spingere il fratello con rabbia. Magari proprio mentre stavi arrivando per aiutarli a risolvere il litigio.
E in quel momento non riesci più a trattenerti. Urli, punisci, reagisci con una durezza che dopo ti fa sentire in colpa. Pensi: "Perché proprio in quei momenti perdo tutto il controllo?"
Quella sensazione che ti resta addosso dopo non se ne va facilmente. È il peso di aver reagito nel modo che non volevi, di aver urlato invece di educare, di essere stata sopraffatta dalla rabbia invece di guidare i tuoi figli.
L'errore che ti fa esplodere
Il problema non è che non ci provi. È che in quei momenti ti concentri sulla cosa sbagliata.
Quando vedi un figlio che fa male all'altro, istintivamente corri verso chi ha fatto il gesto. Per fermarlo, per rimproverarlo, per "fargliela pagare". Perché senti che devi proteggere chi è stato ferito punendo chi ha fatto male.
Ma questo approccio ti fa reagire con rabbia invece che rispondere con lucidità. E più reagisci d'impulso, più la situazione si infiamma, più ti senti impotente, più urli.
La tecnica che ti permette di restare centrata
Cosa ti alleggerisce davvero: imparare a invertire la priorità.
Invece di correre verso chi ha fatto male, vai prima da chi è stato ferito. Consola, proteggi, cura. Solo dopo, quando ti sei ricentrata e il bambino ferito sta meglio, torni a parlare con l'altro.
L'approccio funziona così: quando succede qualcosa tra fratelli, il tuo primo intervento va a chi ha bisogno di conforto, non a chi ha bisogno di correzione.
Cosa ti alleggerisce: non devi più reagire d'impulso con rabbia. Non devi più sentirti sopraffatta dall'urgenza di punire subito. Non devi più urlare perché non sai cos'altro fare in quel momento. Hai un'azione chiara da fare che ti centra invece di attivartiti: vai da chi soffre, offri sicurezza, e solo dopo intervieni educativamente.
Come funziona nella pratica
Il giocattolo strappato
Tuo figlio grande strappa un giocattolo dalle mani del piccolo. Il piccolo piange. Tu senti la rabbia che sale.
La reazione automatica: Corri verso il grande: "Ma cosa hai fatto?! Ridaglielo subito! Non si fa così! Vai in camera tua!" Il grande si chiude, il piccolo continua a piangere, tu hai urlato e nessuno ha imparato niente.
Con l'inversione della priorità: Senti la rabbia che sale. Respiri. Vai prima dal piccolo: "Ti ha fatto male? Vieni qui." Lo consoli, lo aiuti a calmarsi. Poi, quando sei più centrata, vai dal grande: "So che volevi quel giocattolo. Ma quando lo prendi così, tuo fratello si fa male e si spaventa. Come potevi chiederlo?"
Il piccolo si sente protetto. Il grande capisce la conseguenza delle sue azioni senza chiudersi. Tu non hai urlato e hai guidato entrambi.
La spinta durante il gioco
Stanno giocando, litigano, e vedi il grande che spinge il piccolo che cade a terra. Il piccolo piange forte. Tu senti che stai per esplodere.
La reazione automatica: "Cosa hai fatto?! L'hai fatto cadere! Non ti rendi conto che poteva farsi male?! Basta, niente più giochi insieme oggi!" Il grande protesta, dice che è stato il piccolo a iniziare, tu alzi ancora di più la voce. Tutti finiscono arrabbiati.
Invertendo la priorità: Senti l'impulso di urlare. Ti fermi. Vai dal piccolo a terra: "Ti sei fatto male? Fammi vedere." Lo controlli, lo consoli. Quando si è calmato e tu sei più centrata, vai dal grande: "Tuo fratello è caduto ed è spaventato. Quando spingi con forza, le persone si fanno male. Hai visto com'è rimasto?"
Il piccolo si sente al sicuro. Il grande vede la conseguenza reale delle sue azioni. Tu hai mantenuto il controllo e hai insegnato empatia invece che urlare.
Questo approccio funziona anche quando stai per esplodere
Lo so. Stai pensando: "Bello in teoria, ma quando vedo mio figlio che fa male all'altro io proprio esplodo, non riesco a pensare a niente."
La buona notizia è che questo approccio è progettato proprio per quei momenti in cui stai per perdere il controllo. Non ti chiede di non arrabbiarti. Ti chiede solo di spostare il focus: prima consola, poi intervieni.
Ma per riuscire a fare questo spostamento quando sei attivata emotivamente, devi prima imparare a ricentrarti in pochi secondi. Non è una cosa che viene naturale, ed è esattamente una delle prime cose su cui lavoriamo insieme nel mio percorso.
(Nel mio percorso costruiamo insieme il TUO metodo personale di ricentramento - quello che funziona per te, per la tua storia, per le tue attivazioni specifiche - e lo alleniamo finché non diventa automatico anche nei momenti più difficili. Quello è il fondamento che fa funzionare tutto il resto.)
Cosa cambia davvero quando inverti la priorità
Quando applichi questo approccio e impari a invertire la priorità:
TU ti senti più capace e meno in balia dell'impulso. Non sei più sopraffatta dalla rabbia. Non devi più urlare perché non sai cos'altro fare. Non vai a dormire con il peso di "sono esplosa di nuovo davanti a loro". Hai un'azione chiara che ti centra invece di farti esplodere, e questo ti fa sentire una mamma più presente e sicura.
E come conseguenza naturale, i tuoi figli imparano davvero. Il bambino ferito si sente protetto e al sicuro. Il bambino che ha fatto male vede la conseguenza reale delle sue azioni senza chiudersi sulla difensiva. E quando i bambini si sentono al sicuro e compresi, imparano l'empatia naturalmente, senza bisogno di urla o punizioni.
Da dove parti oggi
La prossima volta che succede qualcosa tra i tuoi figli, prova a fare questo: respira, e vai prima da chi è stato ferito. Consola prima di correggere. Senti come cambia la tua energia. 💙
E se vuoi costruire un approccio personalizzato per gestire i conflitti tra fratelli nella TUA famiglia - quello che funziona per te, per i tuoi figli, per le vostre dinamiche specifiche - scopri come possiamo lavorare insieme.

